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LO PSICOLOGO RISPONDE: "Lo stress delle famiglie ricomposte"

Buonasera dottoressa, 
mi avvicino per la prima volta al campo della psicoterapia. E' difficile spiegarle la mia problematica sintetizzo al massimo.
Sono la compagna di un uomo separato, lui ha una figlia dal precedente matrimonio, noi abbiamo un bimbo di 3. 
Il rapporto mio e del bimbo con la figlia e con la ex moglie è pessimo. A causa di questo rapporto difficile il
mio compagno è spesso fuori casa (es. per incontrare la figlia) e ila nostro bambino lo vede poco.
Il problema sono io che soffro e soprattutto il bimbo che non sta bene, piange sempre perché vuole il babbo, io per ora sto dicendo che lui nelle sue assenze lavora ma non so se faccio bene.
Ho mille domande, il bimbo intanto sta sviluppando un carattere sensibilissimo, ha il terrore degli uomini, è timidissimo, non lega con altri bimbi ha paura di tutto, abbiamo provato con asilo ma l'ho dovuto ritirare, anche su consiglio delle maestre, perché si disperava..
Ho paura di essere io che sto sbagliando con lui, che sbaglio in qualcosa. Vorrei sapere se può darmi dei consigli! Grazie per il tempo dedicatomi... sinceramente... Saluti.. 

Buonasera,
mi rendo conto che le difficoltà a cui siete sottoposti sono causa di sofferenza per tutti. Fare ordine in una famiglia ricomposta è sempre complicato in particolare quando c'è una separazione conflittuale ma è doveroso per tutti fare un tentativo per ristabilire un equilibrio condiviso


Lei ed il suo bambino, state vivendo una situazione altamente stressante che vi addolora e vi rende insicuri (per questo il bambino è timido, sensibile, e non è riuscito a tollerare l'inserimento all'asilo). Se tale situazione di stress non si modifica, quelle che sono risposte temporanee di adattamento, sue e del bambino, al dolore e all'insicurezza (es. paura, sensibilità, insicurezza) possono fissarsi e diventare caratteristiche stabili che generano sintomi (es. ansia, personalità fragile, dipendenza). Per questo è molto importante intervenire.

Il mio consiglio è iniziare un percorso di psicoterapia individuale dove lei possa trovare lo spazio necessario per tirar fuori tutte le emozioni che la attraversano e iniziare a liberarsene un po'. E dove possa trovare le prime risposte e sicurezze per costruire un nucleo famigliare intimo e sicuro dove potervi sentire bene.  
In un secondo tempo, potrebbe essere incluso nella terapia anche il suo compagno, allo scopo di condividere i desideri e i bisogni della nuova famiglia. 

Mi tenga informata, la sua storia e quella della sua bambina meritano sicuramente un sostegno.
A presto, dott.ssa Katjuscia Manganiello


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Dott.ssa Katjuscia Manganiello | Psicologa Psicoterapeuta
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